Servizi

Kinesiterapia

Con il termine Kinesiterapia o Chinesiterapia si intende “terapia con il movimento”.

L’esercizio attivo, adeguatamente condotto dall’operatore, è la parte essenziale per migliorare la funzionalità di tutte le articolazioni in seguito a qualsiasi trauma e/o patologia degenerativa.

Bisogna fare il movimento giusto nel modo e nel momento giusto.

Rendere il paziente indipendente il prima possibile è il nostro obiettivo.

Quando è necessaria la kinesiterapia

  • SEMPRE!
  • Mantenere la flessibilità e la forza di ogni articolazione rappresenta la prima vera cura contro tutte le patologie articolari
  • Non serve lamentarsi per il dolore articolare, serve immediatamente MUOVERSI!
  • Non dimenticare che l’esercizio fisico deve rispettare le regole della biomeccanica: non tutti gli esercizi sono perfetti!
  • Uso del bustino
  • Educazione al passo

Educazione del paziente: uso del bustino

Perchè indossare il bustino?

La maggior parte delle patologie alla colonna vertebrale dipendono dalla salute del disco vertebrale che, purtroppo, è destinato a consumarsi. Il disco, composto di acqua per oltre 1’80%, deve mantenersi idratato più a lungo possibile per essere efficiente. Durante la gran parte delle azioni quotidiane, peggio se svolte in posizione seduta o chinata, il disco cede acqua, si disidrata e non può più ammortizzare bene il carico, un po’ come se usassimo una bicicletta con le gomme sgonfie. Un’adeguata attività fisica, che rispetti la meccanica vertebrale, e il cammino a passo veloce permettono la re-idratazione del disco allungando la sua resistenza ed efficacia nel tempo, come se tenessimo sempre gonfie le gomme della nostra bicicletta.

Contrariamente a quanto alcuni pensano, il bustino “non fa male” né alla muscolatura né alla schiena, anzi la sua funzione primaria è proprio quella di aiutare la struttura disco/vertebrale a sostenere il peso del corpo consentendo al disco di rimanere idratato con il passare delle ore e supportare meglio il carico. Solo un uso scorretto non rende il bustino pienamente efficace: non va indossato 24h al giorno e la sua funzione è inutile da distesi perché in questa posizione la compressione sui dischi vertebrali è ridotta al minimo.

Quando usare il bustino?

Nella Tabella a sinistra sono rappresentati i carichi in kg. sul 3° disco lombare (L3): si noti come la posizione seduta rilasciata abbia un carico elevatissimo.

E’ essenziale il suo utilizzo durante attività che richiedono l’impegno della colonna lombare, come ad esempio:

  • rimanendo a lungo seduti o in piedi fermi (NB: un “lungo periodo” in presenza di lombosciatalgia in fase subacuta può essere anche di soli 10 minuti);
  • durante i lavori “pesanti”: pulizie di casa, stiro, giardinaggio e tutte le attività quotidiane che sollecitano in flessione la colonna. Per le persone che svolgono abitualmente lavori pesanti è consigliabile utilizzare il bustino da metà mattina fino alla pausa pranzo per poi rimetterlo a metà dell’orario pomeridiano;
  • in auto é bene indossarlo ma, se i tragitti sono particolarmente lunghi, é necessario scendere dall’auto e dedicare alcuni minuti ad una passeggiata a passo veloce. E’ consigliato l’uso del bustino anche in treno dove il movimento vibratorio in posizione seduta è particolarmente impegnativo per i dischi;
  • particolarmente efficace è il suo utilizzo per iniziare a fare delle passeggiate a passo molto rapido (che possono arrivare anche ad 1 ora) da suddividere in più volte durante il giorno: é proprio la rapidità del passo e l’alternanza di distribuzione del carico agli arti inferiori che permettono al disco di sopportare e supportare meglio il peso, mettendo in moto un’efficace osmosi sul complesso disco/vertebrale. Le prime volte però é conveniente camminare in una zona dove sia possibile anche sedersi, se la sintomatologia dolorosa si ripresenta, per poi riprendere il passo; è sconveniente prolungare il cammino se i sintomi persistono;
  • è bene non usarlo durante i pasti né costringersi a tenerlo se, per qualsiasi ragione, potesse dare fastidio, in questi casi è opportuno toglierlo e non sforzarsi di mantenerlo indossato;
  • il bustino è un “buon amico” che richiama il corretto l’atteggiamento posturale, ma solo una muscolatura equilibrata e coordinata consentirà il mantenimento della posizione;

 

Interessante sapere che:
un disco intatto è in grado di sopportare 550 kg. contro i 450 kg. sopportati da una vertebra, quindi il disco è più resistente dell’ossoE’ per questa ragione che il disco deve essere ben idratato in modo che la sua resistenza alla compressione superi quella del corpo vertebrale

Durante il giorno ognuno di noi perde un po’ di altezza proprio a causa della disidratazione discale dovuta alle attività quotidiane, tale disidratazione aumenta mantenendo posture scorrette. Inoltre, fisiologicamente, con l’aumentare dell’età il nucleo polposo (parte centrale del disco) perde circa il 15% della sua idratazione, riducendo così la capacità di sopportare il carico.

Come indossare il bustino?

La posizione ideale è quella distesa con l’addome rilassato e il bustino ben aderente alla colonna; la chiusura inizia dal basso verso l’alto per garantire un miglior sostegno antigravitario. Non dimenticare che l’etichetta all’interno deve trovarsi sulla parte alta.

Il bustino non deve mai dare alcun fastidio ma non deve essere lasciato troppo largo. E’ pratico da indossare e si può tenere in borsa, in auto o in treno per poterlo utilizzare al bisogno.

Il bustino é di grande aiuto ma non può rimediare a tutto: rispettare l’ergonomia ed eseguire, ogni giorno, degli esercizi di scarico vertebrale sono elementi essenziali per il successo terapeutico. Ognuna di queste azioni fornisce una percentuale di beneficio: non é ancora stata trovata la “ricetta perfetta” perché il dolore alla colonna vertebrale ha un’eziopatogenesi multifattoriale.

Centro San Marco: bustino

Nella fig. A) è intuitivo comprendere come il carico lombare aumenti a causa del poco controllo addominale.

Nella fig. B) il sostegno del bustino modifica completamente l’assetto posturale migliorando la resistenza al carico e l’allineamento della colonna.

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